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L’architettura dello sguardo di fronte all’orrore: Naza e ciò che resta da fare alla filosofia

L’uscita dal cinema è dominata dal silenzio. Qualcuno piange, non si sa dove guardare, come camminare, come tenere il braccio a chi ti sta vicino. Eppure, restare in silenzio dopo aver visto Naza (2026, regia di Yuval Abraham e Rachel Szor) è praticamente impossibile.  L’essenzialità di questo film, nel duplice senso che è necessario vederlo…

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Fughe da sé. Cartografie dell’incubo tra Arthur Ripley e David Lynch

Esiste una zona d’ombra nella storia del cinema noir dove alcune pellicole – pur avendo anticipato fratture linguistiche decisive – sono rimaste confinate perché considerate semplici bizzarrie produttive. Incatenata (The Chase, 1946) di Arthur Ripley appartiene a questa categoria di «perle nere» dimenticate, un’opera tratta dall’universo paranoico di Cornell Woolrich e che rappresenta un interessante saggio visivo sulla…

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La parola e il vuoto. Spazi spettrali nella letteratura occidentale

Che cosa accade dopo la morte? E quali forme, architetture e spazi possiamo immaginare per rappresentare ciò che si colloca oltre la vita? Geometrie del terrore (A cura di  Agostino De Rosa, Giulia Lazzaretto e Giulia Piccinin) affronta queste domande attraverso una serie di indagini visive e progettuali che esplorano il confine tra quotidiano e fantastico. Le risposte attraversano registri diversi,…

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Nostalgia dell’orrore: memoria, tecnologia e fantasmi del presente. Una conversazione

Che rapporto c’è tra nostalgia e orrore? Perché il passato torna con tanta insistenza nell’immaginario contemporaneo, e perché proprio l’horror sembra uno dei luoghi privilegiati di questo ritorno? A partire dal suo ultimo libro Nostalgia dell’orrore. L’horror contemporaneo e i fantasmi di un futuro passato, ne abbiamo parlato con Marco Malvestio, attraversando alcuni dei nodi al…

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Fenomenologia e mente situata: un dialogo tra due tradizioni filosofiche

Introduzione Nel corso degli ultimi decenni, la filosofia della mente è stata oggetto di profonde trasformazioni teoretiche. Se negli anni Cinquanta del secolo scorso il paradigma di riferimento era quello comunemente definito come “cognitivismo classico”, a partire dagli anni Ottanta si assiste all’affermarsi e al progressivo diffondersi delle cosiddette teorie della mente di tipo 4E…

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Il tramonto dell’umano: una filosofia del mondo digitale

L’ultimo libro di Luca Taddio, Il tramonto dell’umano. Estetica e nichilismo nell’era del digitale, non è un semplice saggio sull’intelligenza artificiale. È un’opera filosofica ambiziosa che prova a fare qualcosa di molto più difficile: comprendere la trasformazione della nostra forma di vita a partire da una domanda radicale, quella sul rapporto tra mondo, realtà e senso….

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Il tramonto delle essenze

Che cosa significa oggi parlare di tramonto dell’umano? L’espressione evoca immediatamente scenari postumani, dove le intelligenze artificiali conquistano ogni ambito che finora era considerato esclusivamente dell’uomo e costruiscono un nuovo ambiente in cui l’umano, così come è stato conosciuto, tramonta, cioè decade, soccombendo alle macchine che lui stesso ha costruito. In altre parole, non è…

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“If you wanna make the world a better place, take a look at yourself”. Michael Jackson: corpo, scandalo e riappropriazione

1. Introduzione In questo articolo intendo indagare l’esperienza vissuta del corpo scandalistico, e cioè il corpo costantemente esposto allo sguardo pubblico, esaminando il caso Michael Jackson e focalizzandomi sulla sua storia della vita, la sua salute fisica e la copertura da parte della stampa scandalistica del suo aspetto fisico. Metto in luce (1) le implicazioni…

Scenari. Il settimanale di approfondimento culturale di Mimesis Edizioni Visita anche Mimesis-Group.com // ISSN 2385-1139