Dialettiche politologiche. Un’introduzione

I contesti e le tradizioni che caratterizzano e distinguono le forme di studio della politica contemporanea animano dibattiti complessi. In Dialettiche politologiche. La politica contemporanea tra filosofia, sociologia e scienza, in uscita nei prossimi giorni, Francesco Giacomantonio delinea un quadro tematico in merito, segnando i tratti e le implicazioni, la cui articolazione costituisce la cifra di una “immaginazione politologica”, essenziale per evitare le derive dell’immaginario tecno-nichilista. Su Scenari anticipiamo un estratto del libro, l’Introduzione.

La configurazione della politica nell’età contemporanea viene indagata attraverso canoni eterogenei: si tratta di un aspetto ormai molto acquisito non solo per gli studiosi esperti, ma anche agli occhi di osservatori più generici sufficientemente attenti. In particolare, le tradizioni degli studi ereditati dal XX secolo permettono di esaminare la politica attraverso tre grandi e fondamentali campi disciplinari di ricerca: la filosofia politica, la sociologia politica e la scienza politica. Appare quindi essenziale, se si ambisce a comprendere le prospettive che determinano lo studio delle dimensioni politiche attuali, impegnarsi ad approfondire i contesti tematici, oggi influenti, di queste tre discipline, accumunate dal fatto, al di là delle differenti impostazioni, di potersi considerare tutte forme di una più generale immaginazione politologica, intesa come un carattere fondamentale della civiltà umana che si contrappone alle derive tecno-nichiliste che oggi, in modo inquietante, minacciano il futuro. Di qui, dunque, l’idea di fondo di questo testo, volto a cogliere evoluzioni storiche e epistemologiche in merito, che diventano significative non solo da un punto di vista specialistico o intellettuale, ma che hanno anche una più ampia e complessiva portata culturale. Questi settori di studio, infatti, conservano una importante autonomia reciproca, che è alla base del loro continuo affinamento e che è ovviamente sempre più sottolineata nella fase storico culturale attuale incentrata sulla estrema specializzazione, ma al contempo, inevitabilmente, possono tendere a sovrapporsi e a intersecarsi: non è un caso che molti degli studiosi che più si  segnalano e vengono ricordati negli studi politici siano, non di rado, simultaneamente filosofi e sociologi, oppure sociologi e politologi, o filosofi e politologi.

Certamente, la lettura che si propone nelle pagine successive, in primo luogo, si incentra molto su sottigliezze lessicali e concettuali che caratterizzano i vari studi politici, le loro prospettive teoriche e i loro dibattiti. Tuttavia, non si deve ritenere questo punto nel senso di un’astrazione eccessiva, poiché in definitiva ciò consente sia, ovviamente, di perfezionare la effettiva comprensione di questi studi e dei loro rapporti, sia anche di sviluppare sempre più la responsabilità civica e politica; in effetti, soprattutto in un contesto come quello attuale, tra fake news e post-verità, sempre più pervaso dall’ impatto dell’intelligenza artificiale sui processi culturali, una riflessione attenta e una calibrazione puntuale sono elementi auspicabili, poiché  mostrano l’importanza di distinguere concetti e teorie senza per questo scinderli ingenuamente. Si tratta quindi di chiarire il senso di alcuni specialismi e, nei casi opportuni e con la necessaria cautela, visualizzarne la portata reciproca, poiché in tal modo diventa possibile inquadrare più nitidamente fenomeni e problemi che nascondono spesso ambivalenze di fondo: il modo in cui parliamo di Stato, istituzioni, potere, sovranità, diritti, democrazia, libertà, globalizzazione, partiti, governo, ecc., comporta fatalmente, per la natura stessa di tali dimensioni,  assunzioni, considerazioni e conclusioni di natura diversa, proprio a seconda delle categorie e dei canoni, delle prospettive e delle lenti, che di volta in volta si utilizzano.

Francesco Giacomantonio, Dialettiche politologiche. La politica contemporanea tra filosofia, sociologia e scienza, Fondazione Mario Luzi Editore, Roma, 2025.

Da sempre, infatti, gli studi sulla politica, e le discipline sorte al riguardo, hanno determinato dibattiti plurali generando paradigmi che oscillano inevitabilmente su orientamenti intellettuali e ideologici eterogenei e probabilmente l’età contemporanea, a partire dal XX secolo sino a questo primo quarto del XXI, diventa il momento in cui questo contrasto di visioni si è sostanziato nella misura più ampia e profonda, determinando sbalzi interpretativi, che, tuttavia, se valutati nel loro insieme, appunto nell’ottica di “dialettiche politologiche”, svelano il senso dei processi storici e istituzionali in cui la nostra civiltà è coinvolta.  

Il discorso qui delineato assume come riferimenti i contributi più emblematici che hanno segnato le acquisizioni decisive all’interno della tradizione degli studi politici contemporanei, accompagnandoli con i più opportuni rilievi critici attualmente consolidati, secondo un approccio equilibrato e volto a evitare polemiche fini a se stesse: l’obiettivo è quindi fornire uno scenario teorico compiuto e rappresentativo, volto a stimolare un tipo di riflessione ampia e articolata. La complessità degli argomenti trattati in questa sede è, tuttavia, lungi da poter essere esaurita e richiede di essere ancora assiduamente indagata negli ambiti di istituti e centri di ricerca teorica: come il lettore potrà verificare nelle pagine seguenti, infatti, è proprio il parallelo di riflessioni, indissolubile da tali questioni e ben incanalato di volta in volta sul piano filosofico, sociologico e politologico, che permette l’autentica presa di coscienza delle derive pericolose che molte vicende presenti nel XXI secolo possono favorire. Le “dialettiche politologiche” riguardo cui si vuole insistere, in definitiva, riflettono esigenze che sono alla base della convivenza umana e della consapevolezza dello iato tra valori strumentali e valori finali. Su queste basi, questo agile ma puntuale contributo potrà risultare uno strumento utile, per il pubblico in generale, per avvicinare i sensi degli studi politici contemporanei e, magari, per suscitare proficui spunti di confronto per qualche specialista, ricompensando in tal caso il suo autore per i numerosi anni di ricerche che egli ha dedicato a questi temi. 


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