L’architettura dello sguardo di fronte all’orrore: Naza e ciò che resta da fare alla filosofia
L’uscita dal cinema è dominata dal silenzio. Qualcuno piange, non si sa dove guardare, come camminare, come tenere il braccio a chi ti sta vicino. Eppure, restare in silenzio dopo aver visto Naza (2026, regia di Yuval Abraham e Rachel Szor) è praticamente impossibile. L’essenzialità di questo film, nel duplice senso che è necessario vederlo…
